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Athens

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  1. I btg. meccanizzati possono benissimo avere in dotazione MBT oltre che IFV cingolati e APC ruotati. Cambia solo la modalità di utilizzo di tali mezzi. In questo contesto i carri verrebbero chiamati a operare per ingaggiare eventuali MBT avversari presenti nell'area interessata dall'atto tattico, altrimenti lascerebbero agli IFV il compito di avanzare e sbarcare la squadra fucilieri. Quello che NON è più previsto nella guerra moderna è invece l'errore compiuto dai francesi nella WWII, che fecero operare i loro ottimi carri in modo estemamente disperso come mezzi di accompagnamento della fanteria, vanificandone totalmente le potenzialità e pagando a carissimo prezzo questo equivoco dottrinario. In questo senso, probabilmente, qualcuno potrebbe aver male interpretato le modalità con cui gli ucraini stanno utilizzando i loro MBT in questa fase del conflitto.
  2. La Wagner, come sappiamo, aveva lasciato Bakhmut già da qualche settimana e non mi pare che si fosse rischierata nelle retrovie in attesa di tappare eventuali falle ma che avesse già cominciato a ritirarsi dal teatro operativo ucraino. Se queste informazioni sono corrette, il suo ruolo si era già ridimensionato di molto anche prima degli eventi delle ultime 48 ore. Certo, adesso possiamo dare definitivamente per scontato che non sia più nemmeno una opzione di "power in being".
  3. A quanto pare, la montagna ha partorito il topolino. Magari le gesta di Prigozhin potrebbero anche portare a una situazione politicamente più instabile sul fronte interno russo, ma sul fronte non sembra che il tutto abbia comportato o possa comportare nell'immediato futuro variazioni di rilievo del quadro strategico. I rapporti di forze restano sostanzialmente invariati ra russi e ucraini.
  4. Possiamo serenamente chiudere baracca e burattini e tornare a parlare di calcio-mercato, che quello è il livello della stampa nostrana... I premi Pulitzer de noartri ci propinano questa "anticipazione giornalistica" risalente al 16 marzo 2022, cioè poco più di due settimane dopo l'inizio dell'invasione, quando i russi erano ancora all'attacco in 4 direttrici attraverso tutta l'Ucraina (infatti stiamo parlando di un documento che sarebbe stato redatto quando ancora "le truppe russe circondavano Kiev") e non avevano alcuna ragione per ritenere conveniente (o necessario) l'ottenimento attraverso le trattative di una minima parte degli obiettivi che lo stesso Putin aveva dichiarato ufficialmente annunciando l'inizio della guerra (sostituzione del governo Zelenskij con un pupazzo in stile Lukashenko, disarmo delle forze armate ucraine più varie ed eventuali). E solo il 17 giugno 2023, cioè dopo più di un anno in cui questo fantomatico documento sarebbe rimasto ben nascosto nelle stanze del Cremlino, apprendiamo (non si capisce da quale fonte, visto che il Fatto Quotidiano non la dichiara) che tale accordo sarebbe stato "reso noto" (ma "reso noto" vuol dire "fisicamente mostrato" oppure si è trattato di una confidenza fatta oralmente durante una conversazione?) da Putin ai diplomatici sudafricani. Se la ricostruzione del Fatto Quotidiano fosse vera, staremmo oggettivamente parlando di un documento che dal punto di vista dioplomatico varrebbe più di una bomba atomica, poiché una sua pubblicazione (a proposito, perché non è già stato dato in pasto alla stampa russa?) metterebbe con le spalle al muro TUTTA la diplomazia occidentale (Biden, Von der Leyen, Scholz, Macron, Stoltenberg eccetera) nei confronti della propria opinione pubblica. E un candelotto di dinamite del genere, capace DA SOLO di provocare un terremoto politico in Occidente, resta ancora chiuso a chiave nella scrivania del caro zio Vladimir?
  5. Una fra le poche cose che riusciamo a capire è che al momento non vi sono elementi per far supporre che le operazioni in corso siano effettivamente i prodromi della controffensiva. Anzi, esistono ragioni per supporre il contrario. Le condimeteo non sono ancora favorevoli. Non pare che in alcuna zona a ridosso del fronte vi siano le concentrazioni di forze necessarie a un simile sforzo. Attaccare a giugno consentirebbe eventualmente ai russi di contrattaccare prima che arrivi il fango autunnale a stabilizzare il fronte. Non mi quadra.
  6. Perché tutto questo mi fa venire immediatamente in mente l'Operazione Compass?
  7. Beh, in attesa di comprendere meglio le motivazioni e gli obiettivi dell'atto tattico di cui discutiamo, un dato di fatto esiste già, ovvero l'ulteriore conferma che l'aviazione russa è in grado di operare esclusivamente come artiglieria volante sulla linea del fronte e non è in grado di portare attacchi in profondità sulle formazioni mecanizzate nemiche che stazionano nelle retrovie. A parti invertite (Russia vs NATO) ci sarebbe già stata l'apocalisse nelle retrovie russe e i loro carri al fronte non ci sarebbero nemmeno arrivati.
  8. Questo è un gioco propagandistico vissuto e rivissuto sin dagli albori della comunicazione di massa, non dobbiamo stupirci della sua costante riproposizione da ogni parte. A la guerre comme a la guerre, anche nel giornalismo o presunto tale. Caso mai, andrebbero approfonditi specifici aspetti relativi all'implementazione di tali tecniche propagandistiche contestualizzate all'attuale panorama mediatico, nel quale la stampa cartacea ha diminuito considerevolmente il suo indice di copertura a favore della tv, del web e dei social. Questi strumenti, fatta salva la perdurante altissima percentuale di analfabetismo funzionale nei loro fruitori, si dimostrano sempre più efficaci nella polarizzazione delle opinioni e nella strutturazione del messaggio su livelli di superficialità che non possono che esse definiti preoccupanti. Un esempio di scuola ne è proprio l'illustre Littlebears, il quale all'apparenza può dare l'impressione di un soggetto che assurge a statura di anchor-man non per suoi specifici crediti professionali (totalmente inesistenti dal punto di vista dell'analisi strategica) ma solo perché viene riconosciuto dal sistema mediatico come elemento capace di "bucare" gli schermi e quindi utilizzato di conseguenza riconoscendone la produttività in termini di share al di là della reale consistenza delle sue argomentazioni. Il soggetto in questione, tuttavia, costruisce e veicola la sua comunicazione in maniera estremamente strutturata ed efficace per il suo specifico target di riferimento, il che denota un attento studio a monte del progetto di acquisizione del consenso. Ovviamente sono tecniche note, costui non si è inventato assolutamente niente, ma il fatto stesso che siano facilmente riconoscibili da un attento osservatore dimostra in modo ancora più inconfutabile quanto il sistema mediatico di massa sia globalmente marcio e privo di credibilità sin dalle sue fondamenta non solo negli ameni territori di caccia del caro zio Vladimir o del Cicciobello dagli occhi a mandorla, ma anche in Occidente, ove in omaggio alla "libertà di pensiero" si permette a certi soggetti di imporsi costantemente all'attenzione dell'opinione pubblica quando - nel caso in questione - basterebbe un solo pubblico confronto con un professionista vero dell'analisi strategica per smontare pezzo per pezzo e con estrema facilità tutte le loro deliranti fandonie. P.s.: Scagnetti, nel tuo elenco di soggetti borderline hai dimenticato lo "spetsnaz de noartri", quello "educato in Siberia"...
  9. Offensiva "su larga scala in cinque settori del fronte" condotta... da 6 btg meccanizzati e 2 btg corazzati. Il tutto, senza nemmeno far cenno a supporto di artiglieria o altro. Questa (fonte ANSA) secondo il Cremlino sarebbe una offensiva su larga scala. Ovviamente da Kiev parte la pernacchia. Dovrebbe trattarsi presumibilmente - ammesso che si sia effettivamente verificato e che le risorse impegnate corrispondano effettivamente a quanto dichiarato - di un atto di portata non più che tattica o giù di lì, viste le modeste dimensioni delle forze impiegate.
  10. Se non ricordo male, mi sembra che qui se ne parlò proprio in occasione della notizia dei proiettili al DU associati ai Challenger. In ogni caso, l'uranio impoverito non è un esplosivo ma un materiale inerte, quindi non può in alcun modo "esplodere" come cianciano gli amanuensi di Repubblica.
  11. Questa solenne bufala fa il paio con altri incommentabili strafalcioni mediatici tesi solo a stimolare l'attenzione di uomini della strada e casalinghe di Voghera che non distinguerebbero una betoniera da una friggitrice. Ogni volta che la stampa generalista parla di uranio impoverito, uno studente di fisica cade in depressione.
  12. Sono proprio curioso di apprendere come e da quali piattaforme potrà essere lanciato lo Storm Shadow, visto che nell'articolo de WP si afferma che esso può essere portato in volo da aerei ucraini di origine sovietica.
  13. La questione dell'utilizzo dell'aviazione in chiave aerotattica da parte ucraina continua purtroppo a presentare l'equazione irrisolvibile del confronto con la caccia russa orbitante entro i confini del proprio spazio aereo e quindi virtualmente inattaccabile mentre è del tutto libera di usare i propri vettori AA a lungo raggio contro gli aerei ucraini. Non ho memoria di precedenti situazioni dello stesso tipo, in cui a uno dei due contendenti è politicamente negata l'opportunità di confrontarsi con il nemico sulla terza dimensione, e immagino che questo sia l'interrogativo più imbarazzante da affrontare nella valutazione dell'opportunità di fornire caccia occidentali a Kiev. In questo contesto, solo aerei dotati di elevata stealthness come F-22 e F-35 potrebbero riuscire a operare con le insegne ucraine con una certa tranquillità, ma l'arrivo al fronte di tali sistemi è ovviamente fuori discussione.
  14. L'azione sul Cremlino sembra un atto puramente dimostrativo, non essendo ragionevole pensare di poter fare danni materiali di qualche importanza con quei droni. Così a naso, più che al false flag tenderei a dare più credibilità all'ipotesi dell'opposizione interna che vuole mandare al caro zio Vladimir un messaggio chiaro: magari, chissà, qualche "amico che comincia a essere non più così tanto amico".... La matrice ucraina la scarterei per inutilità dell'azione - anzi, la troverei politicamente controproducente - mentre l'ipotesi del finto attacco messo in atto a bella posta dal Cremlino comporterebbe comunque un danno di immagine: forze armate e servizi rischiano la figura da pirla. Cosa di cui magari a loro poco importa ma... boh, staremo a vedere.
  15. Più in generale, la questione (essenzialmente politica) che si pone al momento e che influenzerà direttamente anche nel prossimo futuro la dinamica del conflitto è la scadenza elettorale delle elezioni presidenziali USA. Questo è un elemento temporale con "data certa" a scadenza piuttosto breve, che Stirpe e Capitini sembra abbiano valutato come "variabile indipendente" per quanto riguarda il supporto americano all'Ucraina, non affrontando il tema del rapporto che esiste fra essa e un'altra variabile significativa, ovvero l'impatto sull'economia russa delle sanzioni occidentali. In sostanza, proprio le elezioni presidenziali USA potrebbero impattare sulle decisioni strategiche degli stati maggiori ucraini costringendoli a prendere decisioni in tempi più brevi rispetto a quelli necessari perché le sanzioni abbiano effetti realmente determinanti sul "sistema paese" russo (basti guardare cosa sta succedendo al rublo) e non solo sul suo apparato industriale (che già ne risente). In pratica: l'Ucraina deve attaccare il più presto possibile per non far continuare l'attuale situazione di impasse sino alla data delle elezioni presidenziali USA, mentre potrebbe essere più consigliabile attendere che il suddetto "sistema paese" russo venga portato se non un collasso almeno a un forte deterioramento delle sue capacità belliche e della sua determinazione a combattere questa insulsa guerra.
  16. Semoventi M109 in transito a Vicenza, presumibilmente L ex E.I., e altrettanto presumibilmente diretti in Ucraina vista la totale assenza di identificativi di nazionalità e di reparto. Fonte Facebook. https://www.facebook.com/photo/?fbid=10227204596293983&set=a.1036392083305 Per chi non ha FB:
  17. Non credo che possa formalmente esistere una sovrapposizione di ruoli fra aeromobili così diversi come aerei ed elicotteri. Ciascuno fa le "sue" cose, sia in Occidente che altrove, sia nell'aviazione terrestre che in quella navale, e ciò non solo per le diverse prestazioni e capacità ma anche e soprattutto per la diversa dottrina d'impiego che ne rappresenta il presupposto fondamentale della progettazione. Mi pare invece - correggetemi se sbaglio - che l'utilizzo dei Su-25 in compiti strettamente CAS rappresenti comunque una forzatura rispetto all'originaria destinazione d'uso di questo velivolo, che nella VVS rappresenta il vettore a cui andrebbero assegnati gli obiettivi immediatamente al di là della linea del fronte ma non coincidenti con essa, mentre ai vari Fencer e Fullback spetterebbero obiettivi progressivamente sempre più lontani da tale linea.
  18. Le forze aeree della Federazione Russa, che io sappia, non prevedono nemmeno una vera e propria dottrina CAS per la VVS, la quale impiega i suoi cacciabombardieri ad ala fissa essenzialmente per operazioni di interdizione in profondità lasciando il supporto tattico ravvicinato sulla linea del fronte agli elicotteri da attacco. In Occidente invece esiste una lunga tradizione di caccia leggeri progettati proprio per svolgere questo compito, e il presupposto di ciò è l'esistenza di una specifica dottrina d'impiego in cui gli elicotteri svolgono solo ruoli collaterali ed estremamente specializzati (scout e controcarro, essenzialmente) senza pretendere di farne gli attori principali dello scontro a fuoco come invece fanno i russi. E poiché all'atto pratico è stato evidenziato che gli elicotteri sono estremamente vulnerabili al fuoco contraereo da terra, soprattutto tramite i MANPADS, ho l'impressione che gli alti comandi russi si trovino nell'imbarazzo più totale non avendo potuto trovare il bandolo della matassa sostituendo con i velivoli ad ala fissa quel supporto di fuoco che avrebbe dovuto essere garantito dell'ala rotante. Da cui i già visti improduttivi tentativi di utilizzare bombardieri ognitempo da decine di milioni di dollari per (cercare di) distruggere fienili e pollai. E non vedo come la situazione possa cambiare in tempi rapidi. Alla fine, l'unico ruolo in cui la VVS sembra avere ancora un suo perché è la negazione dello spazio aereo ucraino agli aerei di Kiev, ma tutto questo avviene solo perché i caccia russi godono del vantaggio essenzialmente politico dato dalla possibilità di operare nell'assoluta impunità sparando i propri missili AA dall'interno dello spazio aereo nazionale.
  19. Non essendo state dichiarate esplicitamente, immagino che le fonti del Ft preferiscano rimanere anonime e confidenziali. Comprensibile. L'alternativa sarebbe l'ipotesi che si tratti di una mera illazione spacciata per notizia, ma mi sembrerebbe decisamente poco serio. Nel merito della questione, posso solo presumere che al momento nella NATO vi sia una corrente di pensiero che ritenga opportuno posticipare la discussione sull'ingresso dell'Ucraina nell'Alleanza per non gettare inutilmente altra benzina sul fuoco esplicitando un disegno politico-strategico che va ben al di là del supporto economico e militare all'Ucraina, supporto che non è comunque in discussione e che basta e avanza per far pressione sul Cremlino. Dell'adesione dell'Ucraina a NATO e UE se ne potrà parlare a bocce ferme, dopo il termine delle ostilità e in base ai risultati di esse. E' chiaro che un cessate il fuoco/tregua/armistizio dopo un eventuale fallimento dell'ipotizzata offensiva ucraina che si dice sia in preparazione aprirebbe scenari ben diversi rispetto all'ipotesi di una offensiva vittoriosa che, se indirizzata sulla direttrice Melitopol-Crimea, portasse alla riconquista dalla penisola, oppure che, se indirizzata sulla direttrice Severodonetsk-Luhansk, portasse persino al crollo di tutto il dispositivo difensivo russo in Ucraina. Staremo a vedere.
  20. Dal Sole 24 Ore on line: Mentre Borrell si appresta a recarsi a Pechino e Macron abbozza un endorsement per i tentativi cinesi di creare i presupposti per un negoziato, pare che anche Washington stia muovendosi per fissare qualche paletto propedeutico alla costruzione di un dialogo fra russi e ucraini. In effetti, con buona pace di polacchi e baltici, non esiste al momento alcun presupposto per ipotizzare che l'Ucraina possa entrare nella NATO in un futuro immediatamente successivo al termine del conflitto.
  21. La parolina magica è "quasi". Nel senso che la definizione di "impero" proposta da Treccani si attaglia come un capo sartoriale fatto su misura per ciò che aspira ad essere la Russia di Putin, che infatti ha un'estensione continentale, incarna una forte identità patriottica, si struttura su componenti geopolitiche organizzate su base rigorosamente gerarchica rispetto all'autorità ospitata e simbolizzata dal Cremlino e cresce (o perde pezzi) a causa di eventi bellici o comunque traumatici (vedasi l'annessione della Crimea del 2014 o la polverizzazione della CSI dopo il crollo catastrofico dell'Unione Sovietica). Gli USA però, pur non presentando le caratteristiche innanzi descritte, tutto sommato rappresentano anch'essi un'idea di impero, che nel loro caso è basato su tre caratteristiche basilari che la Russia non possiede: la capacità di proiezione di potenza militare nelle aree di interesse (infatti gli USA hanno una dimostrata capacità di proiezione globale, essendo diventati permanentemente globali i loro interessi sin dal momento in cui hanno cessato di praticare la politica dell'isolazionismo), la capacità di influenzare le dinamiche economiche globali (Wall Street e il dollaro sono due elementi fondamentali della finanza mondiale, con buona pace dei timidi tentativi dei BRICS di smarcarsene) e la capacità di coagulare consenso politico venendo riconosciuti non come "maschio Alpha" del branco ma come "primus inter pares" (che è un'altra cosa) riconoscendone la leadership economica, tecnologica e militare in un sistema di relazioni geopolitiche in cui gli altri attori restano - se se ne dimostrano capaci - del tutto liberi di competere e ottenere leadership in altri campi, e in cui comunque i rapporti di forza non sono immutabili ma valgono solo res sic stantibus. Insomma, non sempre "impero" è una brutta parola, e lo dimostra sia la storia di rinascita dell'Europa Occidentale post WWII pienamente integrata nel suddetto "impero" americano e sia i guai che invariabilmente capitano a chi si trova a dover sottostare all'occhiuto interesse di Mosca. L'Ucraina ne è solo l'ultimo esempio, e sorprende che molti non vogliano cogliere il fatto che, se in questo caso Mosca potrebbe aver fatto il passo più lungo della gamba, questa potrebbe essere l'occasione per liquidare una volta per tutte le ambizioni del Cremlino di ricostituire un impero basato su dinamiche del tutto anacronistiche.
  22. Per chi volesse accedere a un quadro più approfondito delle tecniche di "dezinformacija mediatica" sistematicamente attuate da anni dalla Russia nei confronti dell'Occidente e specificamente dell'Italia, con l'inevitabile contestualizzazione relativa alla guerra in Ucraina, segnalo questo interessante trittico di conferenze che non mi pare fosse già stato proposto in passato (in caso contrario me ne scuso).
  23. Superato l'ultimo scoglio politico e in attesa che si sblocchi anche l'impasse riguardante la Svezia, la Finlandia si appresta a diventare un nuovo membro dell'Alleanza Atlantica. Altro brillante successone strategico per la diplomazia del Cremlino. Attendiamo trepidanti il commento di quel simpaticone di Medvedev, che sicuramente non ci deluderà. https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2023/03/30/nato-la-turchia-ratifica-ladesione-della-finlandia_5fab60cf-6ec4-424b-8559-f94299c46a28.html
  24. Mah. L'aumento numerico delle perdite da una parte o dall'altra può dipendere da diversi fattori, è problematico capire quale possa esserne la causa in un determinato luogo e momento. Una controffensiva in senso strategico da parte di Kiev direi proprio che al momento non è in atto. Potrebbe darsi invece che il rateo di perdite in aumento anche da parte ucraina possa dipendere da un abbassamento del livello qualitativo delle loro truppe sulla linea del fronte. Il che sarebbe preoccupante poiché, se si perde il vantaggio qualitativo, a livello numerico i russi restano avvantaggiati nel tempo.
  25. Condivido. L'unica cosa su cui avrei perplessità (ma questo potrebbe confermarlo o smentirlo solo il caro zio Vladimir) sono le reali motivazioni dietro la decisione di invadere l'Ucraina. Credo che al Cremlino, più che dalla paura di vedersi la NATO al confine, fossero motivati dall'intenzione di annettersi i territori del Donbass il cui valore strategico consiste nel fatto che costituiscono un collegamento terrestre diretto con la Crimea. Infatti hanno subito rinunciato all'obiettivo pubblicamente dichiarato all'atto dell'invasione (regime change a Kiev) dopo aver preso una scoppola memorabile da quegli stessi ucraini che secondo le previsioni della vigilia avrebbero dovuto accoglierli con mazzi di fiori invece che con nerboruti randelli e, rendendosi conto che l'operazione era stata progettata male, hanno virato sul Donbass e ora è lì che si decidono le sorti del conflitto e presumibilmente anche del regime di Putin. Sulla Crimea penso anch'io che anche Zelenskij non si sia mai fatto illusioni. Sarà già grasso che cola se Kiev riuscirà a mettere in piedi una controffensiva che porti risultati tangibili e metta quindi gli ucraini in condizioni di potersi sedere al tavolo delle trattative da posizioni di relativa sicurezza. A quel punto penso che anche Washington darà il suo assenso al negoziato e probabilmente ne diventerà un protagonista, con tanti saluti a Pechino.
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