Si, certo. La mia stessa città (Forlì) fu vittima di un micidiale bombardamento condotta da un aereo della Luftwaffe. Vennero sganciati due soli ordigni ad altissimo potenziale, il primo dei quali cadde in pieno centro storico mandando in rovina pregevolissimi edifici, mentre il secondo cadde sul complesso della Chiesa di S. Biagio, distruggendo con quella numerosi affreschi del famosissimo pittore quattrocentesco Melozzo da Forlì. Morti e feriti furon numerosissimi. Detto ciò, dalla quotata replica traggo la conclusione che il modo affrettato di comunicare le mie esperienze non ha reso per intero il mio pensiero, anzi l'ha distorto. Cerco ora di riparare. Durante tutto il periodo che corre fra il settembre-ottobre 1944 fino a tutto il gennaio 1945 le zone del forlivese (ovviamente posso riferirmi solo a quelle prossimali alla città) vennero numerosissime volte sorvolate dal misteriosissimo Pippo e, spesso, colpite. L'apparizione di tal aereo, sia in periodo di occupazione nazifascista, sia in quello di occupazione alleata (la zona ove io abitavo, ad es., venne liberata ai primi del novembre 1944), fu costante e sempre riferita - vox populi, compresa quella delle varie truppe d'occupazione - a un'azione di tipologia inesplicabile, pur se chiaramente condotta con fini eminentemente terroristici. Dirò di più. La preoccupazione di tal "Pippo bombardiere" era divenuta tanto assillante (anche pei racconti -forse esagerati- che correvan da zona in zona, da bocca in bocca) da indurre la popolazione ristretta nelle abitazioni (i tedeschi furono inflessibili, meno gli alleati, stante anche la rapida avanzata verso nord) a una continua, affannosa "vigilanza dei cieli". Ebbene, che io ricordi - e credo di ricordar proprio bene tutti i terribili eventi bellici di quel periodo occorsi in quella zona di Romagna; del resto, avevo dieci anni e mi avviavo a compierne 11, e in quei tempi si doveva maturare in fretta..... -, nessun civile e nessun militare distinsero le azioni di Pippo fra un "prima" e un "dopo" la Liberazione. Ovviamente non può ragionevolmente credersi che una "terza forza" operasse nei cieli a dispetto di nazifascisti e alleati, e, purtuttavia, insisto sul punto che la tipologia e la modalità dell'azioni aeree adottate da Pippo sembravan proprio assolutamente assimilabili; e preciso: quando più intenso si faceva il silenzio della notte, spessissimo e improvvisamente il cielo si riempiva del "ronzio" di un aereo apparentemente in "lento avvicinamento" (si parlava allora di aerei "cicogna"); d'un tratto in un punto del cielo apparivano i bengala (talora uno, talora molteplici); seguiva frequentemente un'esplosione. Sul punto, i miei ricordi di fanciullo furon spessi confrontati nel corso della mia vita con quelli di parenti e amici e tutti s'ebbe sempre occasione di convenire sul punto che, per quanto illogico sembrasse pensarlo, Pippo restava un misterioso fantasma dalle fattezze similissime sia prima che dopo la Liberazione.