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Giorni Vinti
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Credo che ragionare sul fatto che l'orario preciso faccia supporre (senza certezza però) un congegno a tempo non debba condurre necessariamente a 'sti pipponi. Il ritardo, più che normale sui velivoli di linea in ogni epoca, ma non facilmente prevedibile, con questi presupposti fa anche ipotizzare che chi l'ha messa non volesse far esplodere il velivolo in volo in mezzo al nulla, ma a Palermo, senza causare vittime...visto che alle 21 l'aereo avrebbe dovuto essere a terra e vuoto. Non necessariamente le cose sono andate come chi le ha provocate si aspettasse. Inquietante? Bene. È solo un'ipotesi come tante altre. Attenzione quindi a non farci sopra inutili voli pindarici. Mi pare che ce ne siano già stati abbastanza e che giocare al piccolo investigatore basandosi sul nulla lasci il tempo che trova. Personalmente lo ritengo un po' squallido e morboso, per questo mi sono sempre limitato agli aspetti tecnici.
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Sinceramente non so quel che faranno, ma alle recenti dichiarazioni, com'è stato sottolineato nell'articolo, non credo sia estraneo il vicesegertario alla difesa Pat Shanahan, che dopo l'arrivederci e grazie di James Mattis (l'ennesimo collezionato nel suo entourage dall'ignorante arroganza di Trump...) diventerà segretario alla difesa, ma che ha un passato proprio in Boeing...
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A vederli volare assieme mi pare il gioco del trova le differenze. Veramente dettagli. Il carrello si vede che è nuovo e lo scambiatore di calore del sistema di climatizzazione ha due prese d’aria un pochino più arretrate invece che una sola a sinistra, mentre il suo scarico passa a sinistra. Compaiono le strisce a bassa luminosità per il volo di formazione e sparisce l'aerofreno ventrale. La formula resta quella, ma il velivolo è stato estesamente riprogettato.
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L’F-15X non è certo un velivolo realmente nuovo con spese di industrializzazione e certificazione micidiali, ma so bene cosa ci possono infilare in quelle cifre (se è per quello ci finiscono spesso dentro anche addestramento, armamento, ricambi, accessori vari e attrezzature di supporto), ma permettimi di obiettare che, se ne comprano 12 a un miliardo e due, poco importa quanto pagheranno il dodicesimo fly away, ma quanto li pagheranno mediamente. Le spese non ricorrenti le spalmano su 12 aerei soltanto? Bene quegli aerei li pagheranno 100 milioni al pezzo e saranno comunque dei velivoli di quarta generazione con gli steroidi. Non a caso avevo scritto che i velivoli sarebbero diversi da quelli che hanno già e che la cosa la capirei di più se fossero stati tre o quattro dozzine e non un pugno di velivoli che complicano la logistica senza dare un contributo operativo numericamente incisivo e questo indipendentemente dalla loro versatilità e dalle loro dichiarate capacità (su cui è però lecito avere delle perplessità visto che verrebbero acquistati nel millennio sbagliato...). Quanto al fatto che i costi operativi possano essere inferiori a quelli di un F-16C, mi riservo qualche dubbio: si tratta pur sempre di dichiarazioni e non del consuntivo di una forza armata che li sta usando.
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Credo che la decisione alla fine sarebbe squisitamente politica: acquistare nuovi F-15 si pone in conflitto con l’acquisto di nuovi F-35 su cui pare invece concentrarsi l’USAF, ma una simile già si è vista nella Navy con l’acquisto di F-18E supplementari a fronte dei ritardi dell’F-35C e dell’invecchiamento degli Hornet di prima generazione. Faccio però notare che 1.2 miliardi per 12 aerei (comunque diversi da quelli in servizio) fanno 100 milioni al pezzo e non è che possano dare questo valore aggiunto (capirei fossero 3 o quattro dozzine…). Comunque sarebbe più di quanto costi oggi un F-35A. Rischia di essere una scelta difficilmente sostenibile. Se han tutti quei soldi da spendere forse sarebbe meglio li investissero in una versione più spinta dell’F-35 e nel caccia di sesta generazione. Ma forse si vuol solo dare a Boeing altro ossigeno per arrivarci a quel caccia di sesta generazione. In ogni caso, col senno del poi, le scelte di bloccare la produzione degli F-22 (cui comunque Boeing contribuiva) a meno di 200 pezzi e di non venderlo al Giappone appaiono sempre più sbagliate.
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E questa è una triste verità in questa vivenda... Perdonami se te lo dico ma questa è un po’ una supercazzola. Considerate le pagine precedenti che ti ho invitato a leggere, non mi pare tu abbia dimostrato chissà che apertura ad altre possibili spiegazioni: al massimo hai mostrato pigrizia, perché quelle pagine o non le hai lette o non le hai capite… Tu hai postato la tua verità (“L'I -TIGI è stato colpito da un missile, è accertato”) e chiedi a noi un movente per la bomba. Temo ti sfugga ancora il punto… Ti stiamo dicendo che la verità tecnica acclarata nel processo penale, ma anche frutto una rigorosa analisi tecnica, porti alla bomba. Tecnicamente è una bomba, anche se i giudici civili hanno saltato a piè pari il lavoro di quelli penali e son tornati a quello di Priore e di Stefano che definire opinabile è un eufemismo. Magari gli articoli postati da engine possono soddisfare la tua richiesta, ma resta il fatto che non dovrebbe essere il movente a farti cambiare idea (visto che evidentemente sono solo ipotesi), quanto meno non sul cosa e sul come che devono trovare invece una spiegazione squisitamente tecnica. Il perché resta indubbiamente aperto, ma non puoi chiedere a me chi l’abbia messa quella dannata bomba, perché nessuno lo ha mai capito, però non mi pare così incredibile che qualcuno ce l’abbia messa. Ma poi, se proprio insisti, i terroristi cosa vogliono fare di solito e indipendentemente dal loro credo? Insinuare la paura, il dubbio, la confusione, la rabbia, destabilizzare? Beh, se di terrorismo si tratta, con Ustica avrebbero fatto bingo perché dopo quarant’anni, dai tribunali ai forum passando per i giornali, si continua a cagar dubbi che hanno mandato le istituzioni stesse in conflitto fra loro.
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Penso che i russi non sappiano dire niente di niente.
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Ti sembra che tirando fuori (di nuovo…) il water del DC-9 tu abbia vagamente demolito tecnicamente l’ipotesi bomba, come se distruggere il cesso fosse conditio sine qua non per la presenza di un ordigno a bordo? Ordigno che in quegli anni finiva sui treni, nelle stazioni, nelle piazze, nelle banche e che ugualmente ha prodotto anni e anni di fumose inchieste giudiziarie, ma se non altro non si è levato qualche genio a inventarsi una battaglia aerea e un missile che pioveva a caz*o dal cielo a centrare il bersaglio di turno: ci si è limitati (sai che fortuna...) a far casino per decenni con mandanti ed esecutori, ma almeno bomba era e bomba è rimasta in tutti quei casi. Hai letto le perizie di cui abbiamo discusso in queste 35 pagine o hai solo pensato di dire la tua sorvolando su tutti gli altri elementi probatori che manco lontanamente sono compatibili con un missile o con la fantacazzata della battaglia aerea? La verità non viene fuori da un sondaggio di opinioni e gli aspetti tecnici e probatori se ne fregano altamente di quel che pensa il complottista della domenica per cui Priore è una superstar, men che meno di quel che pensa l’ignaro cittadino che di cose tecniche non capisce una beata fava di niente, ma che quando c’è da dar contro ai militari, brutti, cattivi e cospiratori, strepita al bar dello sport. Qui di acclarato c’è solo che la magistratura ha fatto globalmente una pessima figura, con le precedenti sentenze passate in giudicato che hanno escluso la battaglia aerea in totale contraddizione con queste ultime e queste ultime che condannano due ministeri per non aver impedito qualcosa che però nemmeno lontanamente si è riusciti a dimostrare, visto che manca un assassino, un movente e l’arma del delitto che delineino quello scenario. Dietro le ultime sentenze insomma c'è un’accozzaglia di idee strampalate che è frutto di pregiudizi e ignoranza tecnica a livelli che sarebbero commoventi se non fossero sconfortanti, perché ci son di mezzo 81 vittime e quasi quarant'anni di caccia alle streghe. Ci sono però dei bei risarcimenti, che san tanto di sentenza politica, a mettere una pietra tombale sulla verità, ormai temo persa per sempre… Solo in un paese come l’Italia succedono baggianate del genere. Negli Stati Uniti un investigatore del NTSB non si sarebbe mai infognato con le idiozie tecniche che hanno condito questa triste vicenda e avrebbe dato in mano all’autorità giudiziaria un quadro plausibile dei fatti (vedere il per certi versi similare caso del TWA 800). La sentenza di Cassazione citata in quell’articolo, o meglio quella di appello che viene confermata, si basa invece sul lavoro di Priore che altre sentenze successive, non a caso scese ben più a fondo nei dettagli tecnici (che devono essere il faro guida di ogni indagine su un disastro aereo), hanno demolito (per non dire ridicolizzato) assolvendo i vertici dell’AMI. Con le tue certezze qui rischi solo di farti male, come si sono fatti male tutti quelli che ti hanno preceduto, perché questo è un forum tecnico, non Luogocomune o il Blog delle Stelle. Qui non basta ripetere il mantra del missile e poi schiacciare il tasto rosso manco fosse un televoto in cui dire "io la penso così": qui bisogna portare fatti convincenti e soprattutto nuove argomentazioni, ma da anni vedo solo il vuoto spinto da parte dei sostenitori del complotto.
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Convinto tu...
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Bella sintesi. Ci hai convinto.
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Manco una cerimonia di roll out. Direttamente in aria. Meglio tardi che mai. Ora speriamo anche che al MISE si sveglino dal letargo.
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Credo che ingenuo fosse ironico visto che Salvini sa cosa dare in pasto al popolino per cavalcare l'onda dei sondaggi e sa che la realtà richiede invece scelte spesso diverse. Diciamo che è furbo, o meglio che crede di esserlo...anche se gli conviene non dimenticare che l'italiano medio è più volubile che pollo. Le forze politiche ormai non ci vanno più a muso duro contro il programma: quella più contraria ora è al governo e ha annacquato molto le precedenti sparate elettorali, per non dire che si è sputtanata non potendo applicare quanto promesso, con annesse dichiarazioni nebulose della Trenta e aperture del suo sottosegretario presto stemperate con nuovo fumo. L'F-35 non è particolarmente popolare da nessuna parte in italia, per quanto necessario a difesa e industria: Salvini lo sa, come sa che sostenerlo apertamente non porti voti e al momento adotta una tattica attendista, lasciando cuocere nel loro brodo i NO F-35 e chi se n'è fatto portavoce in politica. Quando saranno bolliti nelle loro scempiaggini sempre meno sostenibili e popolari nei discorsi da bar, il programma sarà andato avanti e sarà ancor meno arrestabile.
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Se intendi fare gli aerei a Cameri, non credo, anche perchè si è già detto che andranno a farli fare negli USA: passare dalla FACO giapponese a quella italiana la vedrei come una disfatta su tutta la linea (della serie scusate tanto ma non siamo stati capaci di mettere in piedi una FACO decente mentre gli italiani si) e comunque non porterebbe altrettanti vantaggi nelle relazioni USA-Giappone oltre che comparabili risparmi. I costi si dimostrano in decisiva discesa sicuramente per Fort Worth, mentre Cameri credo si difenda bene nonostante le geniali "rimodulazioni di spesa" governative, ma se la gioca soprattutto con gli accordi bilaterali (vedi Olanda cui offrire la manutenzione dei nostri motori). Da vedere però il discorso dei sub assiemi, perchè l'Italia ha il 5% del programma e anche se certi automatismi sono più teorici che reali, ogni F-35 in più costruito è un vantaggio anche per noi che pagheremmo meno i pezzi e che forse ne produrremmo qualcuno in più (set alari ma anche componenti e attezzature di ogni tipo visto che non esiste solo Cameri). Comunque la parola FACO dice tutto e niente. E' da vedere cosa abbiano fatto in Giappone che si è aggiunto in corsa (tarando attrezzature e processi solo su una quarantina di aerei?) e cosa in Italia che nel programma ci è dentro fino al collo e fin dall'inizio, realizzando il contestatissimo insediamento industriale di Cameri come un piccolo gioiello, che sarà anche costato un botto, ma che ora consente di produrre gli aerei con spese ricorrenti competitive. Sappiamo che la filiera produttiva e la linea USA sono i principali responsabili del mostruoso calo nei costi di produzione, corrispondente alla riduzione considerevole delle ore necessarie all'assemblaggio del velivolo che si è avuta in questi anni grazie ai miglioramenti e alla learning curve, ma anche grazie al fatto che parliamo di attrezzature e processi pensati per sfornare aerei in quantità e non per assemblarne una quarantina. Cameri è concepita come una Fort Worth in miniatura e con costi del lavoro e know how nonostante tutto competitivi: forse per questo quel concetto sta in piedi e quello giapponese no.
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Ma come?!...La Trenta si era messa così di impegno a non far capir niente. Ora (il polverone) è tutto da rifare. Tornando alle cose serie, l'ordine giapponese direttamente da Forth Worth evidentemente ha più motivazioni anche se non può che far storcere il naso vista la presenza di una FACO in territorio giapponese. Il piano di ottenere 27 F-35A e 18 B supplementari (oltre a modificare le Izumo) già nei prossimi 5 anni forse trova più facile attuazione prendendoli direttamente dagli USA (tra l'altro la FACO giapponese produce solo A), ma probabilmente serviva anche a far contento Trump e a placare la sua ossessione per equilibrio tra import e export, oltre che a soddisfare il suo invito agli alleati a contribuire di più alle spese per la difesa, anche se con buona pace della costituzione giapponese. Comunque un ordine che sorprende un po', non tanto perchè non fosse necessario, ma perchè, considerati i vicini che si ritrovano e la prima linea che invecchia, avrebbero potuto pianificarlo una vita fa con migliori contropartite, invece di sperare in miracoli che un dimostratore tecnologico in scala ridotta non poteva garantire in tempi altrettanto rapidi. Intanto gli americani stanno indicando ai turchi una possibile soluzione per evitare di darsi l'S-400 sugli zebedei? http://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,2730.html
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300 milioni...Ma questi, in 6 righe striminzite, la piccola precisazione che Defence news non parlasse dell'F-35, ma del successivo caccia di sesta generazione potevano aggiungercela? https://www.defensenews.com/air/2018/12/14/budget-watchdogs-warn-of-expensive-price-tag-for-next-air-force-fighter/
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Altri 4 alla Polonia e una boccata d'ossigeno per la filiera produttiva. http://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,2719.html
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Japan Air Self-Defense Force ....
Flaggy ha risposto a TT-1 Pinto nella discussione Aeronautica Militare
http://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,2703.html Ecco qua: visto che un caccia futuro arriverà tra un bel po', si da un colpo al cerchio (aggiornano parte degli F-15) e uno alla botte (acquistando altri F-35)... -
FCAS - Accordo franco-tedesco per un caccia di nuova generazione
Flaggy ha risposto a TT-1 Pinto nella discussione Caccia
In verità Rid già scrive articoli del genere e anche a Novembre uno di questi si intitolava “quale caccia per l’Europa?”. In futuro ci sono quei due: probabilmente e credibilmente sono gli unici papabili (a meno di non tresformare tra trent'anni l'F-35 in un nuovo F-104...). Sono nati entrambi per rimpiazzare il nostro Typhoon o l’analogo Rafale. Oggi si sa poco anche perché le proposte sono a livello embrionale. Informazioni più approfondite si ottengono chiedendole ad alto livello e comunque le specifiche si definiscono e si perfezionano partecipandovi, mentre noi abbiamo fatto i cagadubbi col braccino corto anche nell’F-35 in cui eravamo dentro fino al collo, ma non abbiamo partecipato alla fase di sviluppo con dei velivoli di preserie da usarsi nei test, come invece avevano deciso di fare britannici e olandesi, come di diritto per i partner di primo e secondo livello: si, sono quei famosi 3B britannici e 2A olandesi che qualcuno qui ha attribuito ad altrettante versioni fantasma, ma che in realtà erano il contributo attivo di quei due paesi allo sviluppo del JSF. Comunque le linee guida dei due programmi, specie del Tempest, sono anche state presentate pubblicamente. Le nostre competenze a livello industriale spaziano dalle aerostrutture, all’elettronica avanzata, alla propulsione e oltre. Avremmo tutte le carte in regola per partecipare a uno dei due programmi con un ruolo importante anche se non di guida: di fatto le controllate Leonardo in GB sono già dentro il Tempest (non l’Italia come sciaguratamente hanno scritto nel comunicato gli spagnoli!!!). Non credo però che questo rappresenti un reale problema, visto che per guidare un programma impegnativo ci manca la determinazione e quindi è meglio accodarsi. La determinazione e la lungimiranza è meglio lasciarla agli altri, specie in questo periodo storico in cui al governo c’è una classe politica qualunquista e fracassona, cui sarebbe già un impresa chiedere di sborsare 25 milioni (niente, vista la posta in gioco) per tenere aperta una porta come han fatto gli spagnoli. L’Italia è veramente ad un bivio: o la smette di trastullarsi pensando come buttare nel cesso i soldi in misure assistenzialiste guardando alle elezioni successive o non solo l’industria aerospaziale, ma l’intera economia rischia di finire gambe all’aria già solo a colpi di tweet. Il disinteresse a investire in nel futuro e in tecnologia in particolare, porta alla lunga a darsi la zappa sui piedi. Sappiamo fare navi, elicotteri ed elettronica meglio di molti altri: se c’era qualcosa di buono che avevamo fatto finora era di tenere in piedi la baracca evitando involuzioni, come ad esempio hanno fatto i canadesi che oggi ne raccolgono i frutti con l’agonia di Bombardier. A parziale discolpa dei nostri esperti di tweet, c’è una situazione internazionale altrettanto penosa, coi britannici che cercano partner, ma son meno credibili dopo la stupidata della Brexit e i francesi che fanno altrettanto, ma che sono in preda a turbolenze interne che non presuppongono la stabilità che richiederebbe un programma pluriennale molto costoso. -
Il fatto che 346 e T-50 fossero operativi valeva già di meno a fronte di specifiche volte a favorire qualcosa di nuovo e performante e comunque qualsiasi remora temo sia stata spazzata via dal costo stracciato dell'offerta Boeing: a mio avviso la vittoria di Boeing "was a surprise" solo per AIR & SPACE MAGAZINE e pochi altri...Tutti gli altri avevano solo qualche legittimo dubbio che non potesse vincere.
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http://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,2693.html A margine dell'intenzione egiziana di acquistare una decina di ulteriori Apache c'è un commento che riguarda il Ka-52. Acquistare nuovi AH-64 è sicuramente una conferma di soddisfazione del cliente per il prodotto americano. Non si può dire altrettanto per il Ka-52 che più che altro ha beneficiato di un momento favorevole tra i tira e molla nelle relazioni internazionali fra i due paesi.
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FCAS - Accordo franco-tedesco per un caccia di nuova generazione
Flaggy ha risposto a TT-1 Pinto nella discussione Caccia
Adesso attendiamo la valutazione costi-benefici italiana per...l'acquisto di spago, colla e scotch... -
FCAS - Accordo franco-tedesco per un caccia di nuova generazione
Flaggy ha risposto a TT-1 Pinto nella discussione Caccia
Ecco appunto, siccome l'aereo è pensato per il 2040 e tra il 2025 e 2030 si portanno comprare solo dei...rendering con le coccarde spagnole, è auspicabile non limitarsi a avere a portata di mano colla e scotch per tenere insieme gli F-18. -
Credo di averlo scritto a più riprese che il rinnovamento dell’aeronautica giapponese non fosse del tutto compatibile con i sogni di gloria di un caccia autoctono tutto nuovo, cui affidare in toto i futuri piani di riequipaggiamento. La presenza cinese si fa sempre più ingombrante e la Corea del Nord non è certo diventata di punto in bianco un paese per figli dei fiori solo perché Kim è diventato (…) culo e camicia con Trump. Parte degli F-15 devono essere sostituiti in tempi più brevi di quelli consentiti da un aereo di nuova progettazione, che al momento non si sa manco cosa sia e con chi farlo e non tanto e non solo perché gli Eagle siano vecchi anagraficamente (sappiamo quanto possono essere fatte durare quelle cellule), ma perché lo sono concettualmente. La Cina costruisce portaerei e J-20: il Giappone deve costruire più F-35A e piazzare qualche F-35B sulle Izumo. Adesso si aspetta di capire se anche lo ski jump delle Camberra australiane sia veramente un inutile accessorio retaggio della Juan Carlos, come qualcuno dice sia, o se certi problemucci in quell’angolo di mondo non mettano prima o poi in secondo piano i costi di adattamento all’F-35B.
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Si... bene per i britannici... Il problema per gli italiani sono invece le sottrazioni... 18-17=1 É il numero di F-35B italiani in quel mega ordine...
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http://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,2643.html La scelta del motore americano mi pare un po’ di basso profilo. Se l’idea è di partire da un vecchio, ma grosso motore come l’F110 e di utilizzarne 2, è anche perché non mi pare Rolls Royce avesse nulla di disponibile in quella classe di spinta. L’EJ200 è un motore di classe inferiore e quindi qualcosa di comparabile all’F110 andava sviluppato con tempi e costi tutti da definire. I turchi hanno già esperienza sull’F110: derivarne un motore (che non so quanto si discosterebbe dall’originale) forse è una scelta adatta al livello tecnologico di TRMotor e della Turchia che sta imboccando la strada della produzione indigena e una scelta adatta al garantirsi da eventuali veti, come sta succedendo per l’F-35 che adotta un motore più avanzato.