-
Numero contenuti
1489 -
Iscritto il
-
Ultima visita
-
Giorni Vinti
11
Tutti i contenuti di Simone
-
Da qualche tempo, un po'' perché questo conflitto ha perso di interesse, un po' perché pare che Putin abbia chiesto a tutti di stare lontani dall'Ucraina, si sentono ben poche notizie nuove e quelle poche provenienti da siti specializzati in (geo)- politica e "strategia". Non é ben chiaro se il fronte, o meglio, le zone controllate da rispettvi schieramenti si siano mossi, o se v sia un deadlock che ha visto consolidarsi i territori controllat dalle due parti. Né si sa se l'Ucraina del post Yanukhovic si sia consolidata, cme stato ed economia, o se, invece, sia finita in una crisi progressiva. Il tutto mentre le tensioni cominciano a non essere piu' trascurabili neppure in Estonia, Pese della UE a 28 e della NATO, che la Russia vuole riannettere e che, credo sarà necessario tutelrae con decisione, credo anche con un linguaggio non fatto di parole
-
Una cosa che, a mio parere, e da considerare e che ,piano piano, gli informatici e gli ingegneri, molti dei quali, anche negli Stati Uniti, sono italiani, stanno sfornando missili e relativi programmi di guida sempre più performanti e sofisticati che, uniti a radar attivi degli stessi missili non certo primitivi, permettono di avere probabilità di kill davvero alte, tanto che , sia pure usando contromisure, per un velivolo visibile al radar e pressoché diventato impossibile operare. Già nel 1999 i mig 29 serbi non riuscirono a fare nulla, pur essendo velocissimi e manovrabilissimi, proprio perché i radar della NATO li inquadrarono subito, ed è ragionevole pensare che oggi sia ancora più arduo muoversi in un contesto di guerra tecnologicamente avanzata. Se fino agli anni 80 era possibile pensare che le contromisure avrebbero permesso all aereo di avere concrete possibilità di sopravvivenza , oggi questo non è vero, perché anche la russia e la Cina hanno computer e programmi paragonabili ai nostri e la probabilità kill di un s 300 e verosimilmente superiore al 50 per cento. Contro questi programmi così sofisticati davvero l unica arma era il cercare di non essere inquadrabili dai radar,perché senza radar di fatto si è confinati a distanze simili a quelle del combattimento ad occhio nudo od al massimo con i binocoli e in queste condizioni nessuno e pericoloso.ecco, forse l f 35 sarebbe poco utile se un paese che lo possiede non dovesse avere armi sofisticate, peresempiose avesse solo bombe a caduta libera o missili a a ad infrarossi,i questi casi converrebbe un mezzo agilissimo e manovrabile,ma nessun paese nato sembra in queste condizioni
-
Cio' che dispiace e, almeno per me, un po' preoccupa é che ancora nel 2015 nessun F35 possa dirsi, operativo, nonostante siano passati nove anni dal 2006 e la situazione geopolitica non é , come si ci poteva attendere e come é anche nell'ordine delle cose, proprio tranquillizzante. Nemmeno in versione A , se non mi sbaglio, esiste una unità operativa, e nel frattempo gli F16 non diventano certo piu' "giovani".
-
Si conferma che i sistemi computerizzati di provenienza russa in dotazione delle forze, magari non molto numerose,ma ancora ben combattive, di assad non hanno potuto individuare e tantomeno minacciare gli. F 22, anche quando questi erano relativamente vicini alle antenne dei radar di scoperta. Credo che dia una dimostrazione incontestabile che l f 22 sia davvero a bassa visibilità e che le critiche a questo proposito non siano molto giustificate, d credo anche che ,magari, vedremo qualche velivolo di questi in azione nell'est dell ucraina, dove le milizie filo russe sono un po' troppo impunite e dove la concentrazione di sam avanzati potrebbe rendere le missioni troppo rischiose per gli aerei delle passate generazioni
-
Interessante, dunque ,dopo diversi anni di stand by come mezzo da superiorità aerea, l f 22 esatto impiegato per missioni aria suolo,immagino comescrittopiu sopra con munizioni a guida gps, e credo per evitare i sofisticati m sistemi anti aereo portatili dei miliziani islamici. Sarebbe interessante sapere da quali quote, visto che l f 22 ,se non ricordo male, è ottimizzato per volare a quote paragonabili a quelle dei voli ci bilia lungo raggio ed oltre, e,meno, a volare basso o è fanno in genere i mezzi da attacco al suolo. Sulle missioni di scorta, sono perplesso, da chi avrebbero dovuto scortare gli altri aerei?non risulta che i miliziani abbiano velivoli moderni funzionanti
-
Avevo letto non ricordo più dove,ma penso che nella vastissima riserva di internet qualcosa si possa ancora trovare, che il governo estonee sarebbe molto preoccupato per un non del tutto remoto cyber attacco continuo che mirerebbe a far collassare l amministrazione estone ed ad occupare il piccolo paese baltico una volta che questo sia finiti nell anarchia, scenario estremo, ma che la russia, potenza informatica e tecnologica, dove vivono abilissimi hacker e matematici, ha in effetti la possibilità di poter fare. Per questo motivo una presenza di. F 22 nelle vicinanze potrebbe essere vista come una misura di deterrenza , sempre che non ne sia necessariao un numero più alto per comiti attivi e non di mera rappresentanza in caso di degenerazione del conflitto in ucraina
-
Oramai da più parti si parla di una guerra non convenzionale fra russia ed Estonia è forse anche contro gli altri paesi baltici, dato che dugin ha già detto che li rivuole a fare parte del nuovo impero zarista, credo che disporre di f 22 in buon numero e in europa sia più che una necessità teorica,però al momento non vedo molta muscolari ta da parte nato per far vedere qualcosa di concreto, certo al momento vi è pace,ma, appunto, e una pace che qualcuno ha già fatto capire di non volere più
-
Non conosco Vorthex e non sono il suo avvocato, cosa che gli farebbe solo male, tanto sono minimo in legge, però temo che sul fatto dell'ISIS con cui bisogna fare i conti, abbia ragione. Oramai c'è e non lo si può più ignorare, magari il tempo lo logorerà, come sono stati logorati molti potentati musulmani nella storia,ma per il momento c'è e non pare una bolla di sapone, anche perchè qualche simpatizzante lo ha di certo
-
Fatte le dovute proporzioni, è un po' come i movimenti partigiani della WWII, c'era un'organizzazione,che,però, più di tanto non poteva fare, e c'erano i simpatizzanti improvvisati che ci mettevano più che altro volontà e spirito di sacrificio (se si può usare questo termine) .
-
Non sono un esperto,però,da quello che ho capito, chi fa azioni terroristiche di questo tipo, lo fa perchè è alla disperazione. Non sono azioni che permettano di minare il potenziale dei nemici, anche se in Tunisia ci può essere un calo degli arrivi di turisti, ma si fanno, secondo me, anche per dimostrare a loro stessi che esistono ancora e che "non si arrenderanno", come l'atto di lanciare la stampella da parte di Toti. A proposito di azioni eclatanti quanto disperate, sembra che alcuni integralisti pensino davvero di replicare, con motiscafi o gommoni, le "razzie" dei pirati del XVI e XVII secolo , come si può dedurre da questo articolo de Il Giornale :http://www.ilgiornale.it/news/politica/allerta-nei-porti-italiani-possibili-attacchi-mare-1145921.html . In estate le spiagge della Puglia sono molto affollate, e l'Albania è a poche ore di distanza, con gommoni potenti o motoscafi abbastanza attrezzati. Ipoteticamente, un gruppo di desperados con kalashnikov o armi improvvisate potrebbe riuscire a fare un attentato in una spiaggia, certamente sarebbero fermati rapidamente,ma l'impatto emotivo sarebbe importante. Ho letto,non ricordo dove, che negli anni '70 anche alcuni gruppi palestinesi cercavano di sbarcare da gommoni in Israele per fare sparatorie,non so, poi, che soluzione sia stata trovata,ma sembra essere stata efficace, dato che di simili attacchi non ce ne sono più stati. Un fattore può essere stato il fatto che i soldati israeliani in licenza portano, salvo ordini contrari, la propria arma individuale anche in spiaggia e, se del caso, potrebbero improvvisare una reazione locale, prima che arrivino le forze organizzate.
-
Foxbats over Dimona, un piano sovietico contro Israele
Simone ha risposto a Simone nella discussione Eventi Storici
Mah, in effetti solo Begin avrebbe potuto dire come stavano le cose,ma è morto e non sembra che ci siano dei diari o delle sue memorie in cui abbia scritto le sue intenzioni su questo fatto. Ora, che quest'uomo duro, forse un po' troppo in fretta dimenticato, sia stato prigioniero politico dell'URSS di Stalin è un fatto accertato, ci sono i verbali degli interrogatori, dove non era mai passivo e davvero è credibile che abbia minacciato di far sparire prima o poi i suoi persecutori,come sono vere le violenze psicofisiche subite, e si sa che Begin è stato davvero un uomo fuori del comune, idealista e, bisogna dirlo, capace di scatti d'ira titanici e di portare rancore ad oltranza. Non so quanto fossero lontani dal vero gli psicologi dell'Accademia delle Scienze quando dicevano che era nelle sue corde l'ordinare un attacco contro l'URSS,ma è altrettanto vero che in Israele, ed anche nel governo di Gerusalemme, non tutti erano Begin e non tutti volevano diventare emuli di Sansone, cosa che anche i membri del PCUS, comunque politici navigati, non potevano non sapere o dedurre. In più ,se anche ci fossero state le bombe -e sembra che i primi ordigni funzionanti siano stati formalmente consegnati all'IDF solo dopo il 1970- all'epoca mancavano i vettori per minacciare l'Unione Sovietica, a meno di non ricorrere a missioni aeree di sola andata (ma avrebbero trovato dei piloti disponibili?). Temo che la realtà sia un'altra, i burocrati anziani del PCUS, chiusi nei loro uffici dorati, avevano deciso, con il loro senso di onnipotenza, che Israele non doveva più esistere ed hanno provato a schiacciarlo,ma Israele non si è fatto schiacciare, in fondo sembra un po' una storia biblica anche questa -
Foxbats over Dimona, un piano sovietico contro Israele
Simone ha pubblicato una discussione in Eventi Storici
Secondo una teoria storica apparsa di recente, i dirigenti del PCUS degli anni '60 avevano un pessimo rapporto con lo stato di Israele e soprattutto con Menachem Begin. A quanto pare Begin era stato arrestato all'epoca delle purghe di Stalin insieme con milioni di altre persone e sottoposto a dure violenze dall'allora NKVD e spedito in un Gulag, da dove sarebbe incredibilmente poi uscito, mostrando una resistenza psicofisica fuori dal comune, godendo di un'amnistia -se non ricordo male quando Stalin si alleò con USA e Gran Bretagna e diede l'assenso alla costituzione di un esercito polacco formato da cittadini polacchi detenuti nell'URSS. Dato che diversi membri apicali del PCUS erano stati ufficiali della NKVD, sapere che un ex prigioniero, che aveva un fascolo lungo un chilometro e mostrava un odio profondo verso il Partito, il comunismo e la Russia, era diventato politico importante in israele aveva suscitato molta preoccupazione, dato che Begin avrebbe promesso, nel corso di un interrogatorio dell'NKVD, di vendicarsi prima o poi contro l'URSS ed aveva fama di persona che manteneva sempre le promesse. Insomma, il PCUS pensava che il programma nucleare israeliano, i cui progressi già negli anni '60 non erano trascurabili, era stato messo su con lo scopo di fare una guerra contro l'URSS proprio da Begin come mezzo per tenere fede alla sua promessa e di far morire più Russi possibile in un "muoia Sansone con tutti i Filistei" (da notare, esisterebbe,secondo rumors che sono usciti pochi anni fa- un piano dell'IDF chiamato opzione-Sansone che non è noto cosa preveda,ma fa riflettere). In una drammatica riunione del Comitato Centrale, in cui ebbero la loro influenza anche i profili psicologici di Begin fatti da illustri accademici delle scienze, si decise che l'URSS doveva agire subito e pare che la Guerra dei Sei Giorni sia stata architettata proprio con lo scopo di far sparire Israele prima che assemblasse e lanciasse le sue testate contro Mosca,cosa data oramai per certa, con un piano in verità piuttosto macchinoso. Ancora, quando sembrò che le armate siriane fossero in grave difficoltà e che la Siria stessa rischiasse di essere travolta, il PCUS arrivò a considerare la possibilità di un intervento diretto contro Israele; secondo la testimonianza di un ex fante di marina sovietico, gruppi di volontari fra gli equipaggi delle navi sovietiche di stanza nei porti siriani avrebbero dovuto fare uno sbarco di sorpresa ad Haifa, con lo scopo di conquistare una testa di ponte (come?) e di attirare più unità israeliane possibile, mentre dei paracadutisti- anche se non è noto come i lenti aerei ad elica di trasporto avrebbero potuto arrivare fino in Israele- avrebbero occupato diversi punti chiave, in attesa che una forza di terra, più o meno numerosa si fosse fatta strada attraverso l'Iran e l'Iraq e si ricongiungesse con questi avamposti. In caso di respinta degli attacchi, si prevedeva l'impiego di armi nucleari tattiche per rompere il fronte ed arrivare fino a Dimona prima che le testate diventassero operative. Questo folle piano non fu messo in opera per la pronta reazione americana, in quanto la Sesta Flotta si diresse senza esitazioni verso le acque israeliane e lo stesso Kissinger disse senza mezzi termini che non c'era nessuna intenzione di iniziare le ostilità contro le forze sovietiche nell'area,ma che era intenzione degli Stati Uniti soccorrere il loro alleato non solo a parole e/o con l'invio di materiale bellico. La situazione,pare, si stemperò quando emerse che la posizione "sansoniana" di Begin non era condivisa dalla maggioranza dei politici israeliani e che egli da solo non aveva, nè avrebbe avuto, la possibilità di disporre a piacimento dell'arsenale atomico con la stella di Davide e che gli USA avrebbero esercitato un'azione, in futuro, di moderazione, se così si può dire, sui politici israeliani. C'è da dire ancora che da allora in URSS cominciarono a circolare di nuovo opuscoli ed altro materiale antisemita e le relazioni fra i due Paesi restarono sempre molto tese, Ironicamente,il coriaceo Menachem Begin sopravvisse all'URSS e si può dire che abbia mantenuto la sua promessa di "vederla sparire", anche se, una volta che la sua bestia nera non ci fu più, le sue condizioni di salute peggiorarono rapidamente, come se , si disse, avesse perso il motivo per cui vivere, fino alla morte il 9 Marzo 1992 -
A distanza di qualche mese dal "periodo di apprensione" sembra che ci sia una relativa quiete, ad oggi non ci sono state azioni violente da parte di ISIS o gruppi collegati in Italia e pare che anche in Libia l'ISIS sia più in difficoltà rispetto a prima, anche se è ancora piuttosto solido e non gli mancano i combattenti. A mio parere,ma è mio e non ho informazioni di prima mano, resta la possibilità che l'ISIS in quanto tale o piccoli gruppi più o meno autonomi che vi si riconoscono possano fare un'azione improvvisata tipo Charlie Hebdo o i raid di Mindanao, anche senza un calcolo preciso,ma solo per "piacere di farlo". In fondo non ci vogliono molti mezzi nè troppa organizzazione logistica per andare in un posto e sparare all'impazzata uno o due caricatori. Una cosa che fa pensare è che i nostri politici ,forse perchè, essendo anziani, hanno sperimentato ed anche subito la Seconda Guerra mondiale, tendono ad evitare lo scontro frontale e le risposte forti, e penso che questo sia visto da fuori Italia come una debolezza. Che lo sia davvero,non lo so,ma è certo che,per un integralista che magari ha un passato da teppista o da spacciatore in un quartiere difficile, sapere che i politici hanno paura di fare rappresaglie non è certo un motivo di dissuasione dal fare attentati. Gli Israeliani, e se c'è un popolo che storicamente ha ripudiato la violenza dopo la rivolta di Bar Kokheba sono proprio gli Israeliti, che conoscono gli integralisti musulmani, fanno della rappresaglia sistematica ed "at any cost" la loro politica,proprio perchè pensano che è l'unico modo per dissuadere le teste calde dal fare attentati, dovremmo rifletterci su anche noi. Insomma,non si può parlare Francese con chi conosce solo Turco e sperare che capisca, se certa gente capisce solo il linguaggio della violenza, è con questo che bisogna parlare
-
Per curiosità, secondo Voi esistono dei piani per fare fronte ad un ipotetico sbarco in Sicilia da parte di forze ostili? Mi pare di ricordare che esistevano dei piani per fronteggiare degli sbarchi attuati come diversione all'epoca della Guerra Fredda e che la Divisione Centauro avesse , tra gli altri, il compito di accorrere, grazie alla mobilità, nelle zone minacciate. a mio parere, con le difficoltà che ci sono attualmente nel transitare attraverso lo Stretto di Messina ed il fatto che il porto di Palermo non è grandissimo, non so se sarebbe possibile far affluire in Sicilia una forza sufficiente per impedire che un nemico determinato possa occupare l'isola, in cui, sempre se non mi sbaglio, attualmente non ci sono grossi corpi armati. Quello che, forse esageratamente, mi preoccupa è che l'ISIS, sulla falsariga dei loro commilitoni di Boko Haram, possa fare una sorta di "incursione" in Sicilia con barche molto veloci, fare una razzia e catturare delle persone da prendere come ostaggi. Qualcosa di simile fecero, molti anni fa, i musulmani di Mindanao contro un villaggio turistico nelle Filippine. Credo che occorra prendere in considerazione questa ipotesi
-
Non sono un esperto di Scud, ma negli anni '80 due missili libici lanciati da una base " in prossimità della costa" arrivarono abbastanza vicini a Pantelleria, anche se tutto si concluse con due detonazioni, pare, in mare senza che nessuno rimanesse ferito; l'ISIS potrebbe al limite catturare alcuni Scud eventualmente ancora presenti e ,se dovesse guadagnare terreno in direzione della tripolitania, potrebbe ritrovarsi nella stessa condizione di Gheddafi, a limite potendo minacciare le coste meridionali della Sicilia. Non sono sicuro se in Sicilia esistano batterie di Patriot che, come accadde in Israele nel 1991, possono intercettare le testate degli Scud senza troppe difficoltà
-
In effetti,non ci avevo pensato, un "clima di isteria" sarebbe già una vittoria per questi propagandisti dell'ISIS. Non so chi abbia cominciato a mettere in giro voci, però tempo fa un'agenzia stampa aveva riportato che un MIG21 ex libico, catturato dai miliziani, era decollato da Sirte diretto verso la Sicilia,ma che poi sarebbe tornato indietro ben prima di raggiungere lo spazio aereo italiano; bisogna fare la tara a queste notizie,anche perchè , dai dati disponibili su questo forum, un Mig21 non ha l'autonomia necessaria per volare da Sirte a, ipotizziamo, Siracusa e ritorno,nemmeno con i serbbatoi supplementari di cui potrebbe, al limite, essere equipaggiato. Certo che un combattimento aereo fra Eurogihter e Mig 21 sarebbe una buona pubblicità per il caccia europeo che, al momento, non ha ancora sparato un colpo e lo sarebbe anche per l'Aeronautica militare, che da anni , per certi aspetti fortunatamente, non è impegnata in vere missioni contro nemici armati e potrebbe godere di un buon aumento del morale generale. Anche un'azione italiana contro l'aeroporto di Sirte potrebbe dare morale, se solo gli F35A fossero già operativi...
-
Credo che occorra "fare la tara" alla propaganda dell'ISIS che ha bisogno, secondo me, di esaltare il morale dei suoi adepti e comprensibilmente fa delle sparate,però non è tutto fumo, a mio parere hanno intenzioni ed ambizioni molto ampie che,èper il momento,non possono realizzare,però ,se nessuno fa nulla per limitarli, prima o poi avranno i mezzi per mantenere ciò che minacciano. E' possibile che prima o poi riescano ad impadronirsi di uno o più Scud ,magari in Siria, e di qualche kg di armi chimiche, sufficienti per fare terrorismo contro l'Italia, per cui credo che bisognerebbe considerarli una minaccia più che seria. Se non ricordo male i nostri vicini francesi hanno più volte avvisato i potenziali nemici che ogni attacco con mezzi non convenzionali potrebbe originare una risposta che potrebbe anche non essere convenzionale (=armi nucleari), credo che mettere in allerta i Tornado equipaggiati con le B61 e darne notizia all'ISIS sarebbe un buon viatico
-
credo che vi sia anche una questione, come dire, di prestigio, Poroshenko non è che sia proprio solidissimo come posizione politica e l'Ucraina è in fervore patriottico; un "cessate-il-fuoco" con tanto di riconoscimento della secessione de facto del Donbas potrebbe portare ad un'ondata di risentimento difficile da arginare, oltre che di ulteriore sfiducia verso il tribolato esecutivo filoatlantico, al quale servirebbe come il pane una vittoria militare. In più ,se è vero che sono stati i Paesi baltici e la Polonia a favorire l'allontanamento del poco onesto Yanuchovich, che sembra essere stato messo in un dimenticatoio, con l'aiuto più o meno nascosto della NATO, una resa significherebbe la perdita della faccia di questi Paesi e della stessa NATO,per cui credo, o temo, che ragioni di "faccia" impediscano di riconoscere, almeno per il momento, la realtà dei fatti.. Joe Biden ha già detto di voler fornire aiuti più diretti all'Ucraina,penso intendesse anche armamenti, ho l'impressione che in molti preferiscano uno scontro vero che metta in chiaro le cose, piuttosto che una pace traballante
-
Mi sembra di capire che, dopo quasi un anno di confronto, l'Ucraina di Poroshenko, nonostante gli aiuti internazionali,soprattutto a parte di Polonia e paesi Baltici, sia in seria difficoltà,e rischi addirittura di essere divisa, fra crisi economica molto grave e situazione militare a dire poco pesante. Penso che,per impedirne il collasso, occorra aiutarla in maniera più corposa, anche con armamenti veri e con i mezzi necessari per condurre una guerra vera. Nei Paesi NATO che sono stati a loro tempo membri del Patto di Varsavia ci dovrebbero essere ancora munizioni anti-corazzato compatibili con l'artiglieria di stampo sovietico in uso presso le forze armate ucraine, potrebbe essere già una buona iniezione di fiducia,fermo restando che una guerra aerea contro le basi o le ferrovie russe in territorio russo che alimentano le forze putiniane, sia pure sensata sotto l'aspetto puramente dottrinale, è al momento impensabile e non auspicabile
-
Off Topic relativo alla discussione sullo F-35
Simone ha risposto a fabio-22raptor nella discussione Discussioni a tema
Purtroppo, anche a causa del lavoro- e per certi versi per fortuna che c'é- sono stato assente dal Forum molto tempo, ho letto che i problemi più gravi inerenti allo sviluppo, soprattutto quelli degli "anni bui" intorno al 2008-2009 sembrano essere stati risolti,e che almeno la versione convenzionale/A è già perativa, limitatamente ad alcune operazioni. Secondo me l'attuale crisi politica,e non solo, ucraina rende se possibile ancora più urgente per la NATO disporre di una flotta di F35 funzionante, soprattutto se si vorrà aiutare le forze ucraine di terra nelle loro azioni a difesa delle zone orientali del loro Paese . L'esistenza di batterie SAM molto moderne,secondo me, rende l'impiego di velivoli tradizionai molto rischioso,mentre con gli F35 anche un numero di veliovoli limitato potrebbe contribuire a respingere forze di terra, od a limitarne il rifornimento, molto ingenti numericamente -
Dopo un po' di "accantonamento" ecco che viene rispolverato l'arcigno Medvedev con la sua espressione sempre corrucciata che lancia avvertimenti sibillini; certamente, presi da soli, non vogliono dire niente di univco,però altrettanto certamente non escludono un possibile intervento. E' possibile che Putin sia rimasto o sorpreso o "turbato" dalla reazione ucraina alle manifestazioni-rivolte avvenute nelle regioni orientali e non ha proseguito lungo la tabella di marcia attuata in Crimea,anche se si è tenuto un referendum, ovviamente senza controlli alcuni, e teoricamente la Federazione Russa potrebbe incorporare anche le regioni nelle quali esso si è tenuto,dato che una legge ad hoc era stata promulgata mesi fa. In tutta onestà non so, adesso come adesso, se Putin vorrà giocare al rialzo procedendo con l'annessione,oppure fermarsi qui ed aspettare occasioni migliori
-
Per varii motivi sui media di casa nostra arrivano poche notizie "fresche" dall'Ucraina ed anzi da qualche giorno non se ne parla più, è possibile che, dopo gli scontri delle settimane scorse, entrambe le parti si siano "calmate" o per riorganizzarsi, o per attendere l'evoluzione degli eventi. Da quello che ho capito il nuovo governo più o meno legittimo- per legge il presidente "vero" dovrebbe essere ancora Janukovich che non è mai stato estromesso ufficialmente,nè si è dimesso- sta seguendo una strategia a metà trada fra il subire gli eventi e la reazione "furiosa", sono state inviate truppe,ma il contatto con i filorussi armati è stato limitato agli scontri isolati delle settimane scorse e le città in rivolta sono, al momento, assediate,ma non bloccate,il tutto per cercare di non provocare l'intervento russo. Sotto l'aspetto umanitario, il fatto che si ci muova con i piedi di piombo è senz'altro importante, anche se l'aria nelle città in rivolta è pesantissima e già non c'è più una vita normale, ma non si sta risolvendo niente: i filorussi armati sono sempre liberi di girare e la secessione di fatto va avanti. Ho motivo di credere,ma è un'idea mia, che a Kiev temano davvero l'invasione e che non saranno aiutati,però questa incertezza non aiuta nessuno e rischia di prolungarsi in una secessione effettiva delle città occupate dai filorussi
-
Mi chiedo se ,nel caso in cui Putin decidesse di "giocare d'azzardo" attaccando apertamente l'Ucraina, qualche Paese se la sentirebbe di intervenire concretamente. Ho letto che esiste un trattato del 1990,ora non ricordo bene e non lo trovo in Internet, secondo il quale USA, Gran Bretagna e Federazione Russa "garantiscono l'unità e l'indipendenza" dell'Ucraina e quest'ultima rinuncia alle armi nucleari ,però, all'atto pratico, non so cosa voglia dire; se la Russia la invade, USA e GB devono combattere o no? Forse, se ci fosse un impegno vero,magari le cose sarebbero più chiare e forse non ci sarebbero "azzardi"
-
Sono un po' sorpreso che i P47 fossero male considerati dai piloti alleati impegnati nella lunga campagna della Nuova guinea, dove dovevano affrontare soprattutto gli "zero" , aerei pensati per essere imbarcati, di cui si è scritto molto, e che solo con una certa difficoltà potevano volare a quote superiori ai 10 mila metri. Dato che il p47 mostrava un certo vantaggio a quelle quote,almeno senza serbatoi supplementari, e poteva arrivare comodamente anche a 11 mila metri, mi sembra strano che fosse considerato inadatto a competere contro i giapponesi e gli venissero preferiti gli Hellcat, aerei imbarcati
-
Bisogna dire che la situazione della Svizzera non era invidiabile e,secondo me, è già stato un mezzo miracolo che i politici elvetici abbiano mantenuto l'indipendenza della loro nazione pur con tutta la pressione subita da parte del Reich e presumibilmente da Mussolini, e,fatto ancor più sorprendente, che non ci sia stato un generale impoverimento della popolazione,dato che l'Europa occupata soffriva la fame e la Svizzera fino alla fine ha continuato ad importare generi alimentari, come accennato, da Paesi confinanti in cui questi generi alimentari mancavano od erano rari