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Gian Vito

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  1. Questo sito potrebbe esserti utile: http://www.vectorsite.net/ttwiz.html
  2. Diverse fonti riportano un altro sistema di disturbo a bordo del B-58. Nella fase di sviluppo iniziale è stato provato il dispositivo AN/ALQ-15 per generazione di falsi bersagli (FTG). Non è chiaro se sia stato adottato, sembra che le sue funzioni siano state riprese dal successivo ALQ-16. Era efficace ma, apparentemente, senza la copertura di frequenza richiesta. “Designation-Systems.net”, oltre al precedente, riporta anche l’ALQ-27 indicando come possibili vettori i B-52 e i B-58. In realtà l’ALQ-27 è stato abbandonato. Cita poi l’ALQ-57, su cui non ho trovato alcun dato.
  3. Sembra quasi impossibile anche solo "tentare" di rendere stealth un elicottero, ma la stessa tecnologia impiegata sui jet può fare miracoli... L'RAH-66 Comanche avrebbe avuto una traccia radar di 100 cmq. Pensare di far volare un elicottero d'attacco a 600 km/h forse è un pochino più difficile. Ma l'AH-56 Cheyenne era stato pensato per velocità di oltre 400 km/h.
  4. Gian Vito

    Una "Top Gun" sovietica

    E' difficile reperire qualcosa sull'argomento. Ho un articolo con i disegni delle mimetiche dei MiG-23 impiegati come aggressori su di una vecchia rivista dell'est europa. Ho letto anch'io di F-5A del Vietnam del sud che a fine guerra sono stati impiegati nell'addestramento al combattimento manovrato. Credo che un articolo sia apparso su A&D. Dovrei cercare in archivio ma sono impegnato a preparare un altro pezzo sulla guerra elettronica...Leggetevi questo: http://aeroweb.lucia.it/rap/RAFAQ/Topgun.html
  5. Gian Vito

    Come abbattere i Raptor?

    http://www.aereimilitari.org/forum/topic/1314-informazioni-su-47/ Il Su-47 Berkut (Firkin) ed il MiG-1.44/MiG-35 poi MiG-39 (Flatpack) sono rimasti sperimentali. I due pur eccellenti velivoli non avrebbero mai potuto misurarsi con l’F-22. I russi, consapevoli di questo, hanno preferito continuare lo sviluppo di versioni avanzate del Su-27, in attesa dell’attuale T-50. I due caccia presentavano soluzioni avanzate, stive interne, supercrociera, bassa traccia radar. I vari Rafale, Typhoon, Gripen avrebbero trovato degni avversari…Non l’F-22. Studiato espressamente per combattere e vincere contro la generazione successiva: proprio quella del T-50.
  6. Gian Vito

    Come abbattere i Raptor?

    Per prima cosa non confondiamo un proiettile da 12,7 mm a 900 m/s sparato da un B-17 a 100 m/s con un missile lanciato all’indietro da un aereo magari a 1,5 Mach…Ah, vedo che lo avete già detto, bene. Del missile R-73 con lancio posteriore, forse denominato R-73R, non si sente più parlare da tempo. Dopo lunghe prove era stata dimostrata la fattibilità del progetto. Il missile era dotato di una carenatura aerodinamica posteriore e di un booster aggiuntivo che lo “frenava” in soli 30 metri. Acceso il motore, a velocità zero, si sarebbe diretto contro il bersaglio già rilevato dal sensore. La stabilità era garantita dal vettoramento della spinta, anche a bassissima velocità. Il fatto è che l’idea è buona solo in apparenza: il missile è utilizzabile solo contro bersagli in coda, il suo raggio d’azione massimo è minore e quello minimo è maggiore. Manca di energia sufficiente finché non ha raggiunto una certa velocità. L’evoluzione dei sistemi missilistici più recenti in grado di virare subito dopo il lancio di 180°, ha reso il sistema meno attraente. Ecco delle immagini:
  7. Gian Vito

    Come abbattere i Raptor?

    Le capacità stealth del T-50 sono frutto di stime e dichiarazioni ancora da confermare. Le più ottimistiche parlano di una RCS tra 1/20 e 1/40 di quella di un Su-27 delle ultime serie, dotato di materiali RAM. Una traccia comunque superiore a quella di un F-35. Molto bassa ma non tanto da impedire il lancio dei missili a guida radar a molte decine di km di distanza.
  8. Il C-130 originale ha limiti compresi tra -1G e +3G (+2,5G le versioni "allungate"), limiti che calano in caso di carico massimo, flap estesi e...Usura della cellula. Naturalmente è possibile superare i limiti nominali di un certo margine. Se ha oltrepassato di molto i 4G un cero alla Madonna è d'obbligo...
  9. Gian Vito

    Come abbattere i Raptor?

    E perchè mai dovrebbe "scendere" ? Per affrontare un paio di Tunguska in attesa ? Potendo lanciare bombe guidate fuori del raggio d'azione della contraerea, perchè farsi del male ?
  10. Gian Vito

    Come abbattere i Raptor?

    La traccia radar è un dato estremamente variabile. A seconda della fonte, un B-52 presenta una RCS frontale tra 40 e 1000 metri quadri, un F-15 tra 11 e 400 metri quadri ! Così certi dati vanno sempre presi con beneficio d’inventario. Alfa ha ragione, la traccia dei Su-27 attuali è stata ridotta. Così come quella degli F-16 ed F-18. Un velivolo con una RCS di 1 metro quadrato non può essere definito Stealth. Non è sufficiente. L’SR-71 aveva diverse caratteristiche volte a ridurne la traccia radar ma, certamente, non avrebbe potuto essere definito stealth. E non si possono definire tali i vari Typhoon, Rafale, F-18E, Gripen ecc. Al contrario, velivoli come l’F-22 o l’F-35 sono ampiamente stealth, con una RCS valutata in centimetri quadrati ! E c’è dell’altro: benché teoricamente siano “visibili” a brevi distanze, dato che ogni radar ha una propria “soglia” minima di sensibilità, è facile che su molti radar un F-22 non venga rilevato per niente. Colpirlo a bassa quota con un AK-47 ? La struttura alare dell’F-22 è stata testata con proiettili da 30mm… A proposito del link di Wiki sull’SR-71(“Probabilmente il suo pensionamento fu dovuto all'entrata in servizio del MiG-31: pare infatti che, durante uno dei soliti voli di "routine" sui cieli di Mosca, sia stato "illuminato" dai radar dei caccia russi.”) : l’autore certo l’avrà letto da qualche parte ma non gli è passato per la testa che un Blackbird in tempo di pace non avrebbe certamente sorvolato i cieli di Mosca nei voli di routine…Non prendete per oro colato tutto quello che si pubblica.
  11. Le "bombe al neutrone" sono uscite dalla fase progettuale, sono state prodotte e in alcuni casi anche dispiegate. Nel caso degli Stati Uniti, sono state realizzate le testate W-66 per il sistema ABM Sprint, dispiegato per alcuni mesi. Sono state prodotte le testate W-70 mod.3 per i Lance, rimaste negli USA per ragioni politiche e sono state prodotte le W-79 per i proiettili d'artiglieria da 203mm, apparentemente non dispiegate. La Francia le ha prodotte, la Cina è sospettata di aver fatto altrettanto.
  12. L’F-14 non era solo un intercettore e l’F-15 non era solo un caccia. Si possono svolgere entrambi i ruoli. Diverso il caso di velivoli “dedicati” come il vecchio F-101B. L’F-14 è stato realizzato per la difesa della flotta come missione primaria. In alto mare la minaccia maggiore sarebbe arrivata dai gruppi di bombardieri sovietici, identificati con certezza dagli E-2 a distanza sufficientemente elevata da permettere il lancio di armi come il Phoenix. In un conflitto in Europa il lancio di missili a oltre 100 km sarebbe risultato problematico per problemi di identificazione e i missili stessi non presentavano la flessibilità di armi a medio raggio come gli AIM-7 ed AIM-120. Ecco perché i progetti per armare gli F-15 con i Phoenix (ma anche i Su-27 con gli R-33) non sono andati oltre i tavoli da disegno. L’AIM-54 era un missile pesante, costoso e di discutibile impiego ma ottimo contro i bersagli per i quali era stato concepito. L’F-15 è un eccellente intercettore e a dimostrarlo sono le migliaia di decolli su allarme dalla base di Bitburg con tempi di intercettazione da primato. Missili come l’AIM-120 sono più che sufficienti allo scopo. L’identificazione sicura di un bersaglio rimane un problema importante, mai completamente risolto. Se il bersaglio fa uso del radar un buon sistema RWR sarà in grado di identificarlo ma se rimane in silenzio ? I transponder non sono la soluzione, possono presentare malfunzionamenti, zone d’ombra, richiedono cambi di codice e vengono spesso disattivati…Perché, come accaduto in Vietnam, possono essere tracciati. L’F-14 era dotato del sistema TCS, una specie di telecamera in grado di identificare otticamente un caccia a diverse decine di km di distanza (oltre 100 km per un B747). Ma se il cielo non è limpido o la luce è insufficiente il problema rimane. Gli F-15 possono utilizzare tecniche NCTR (non cooperative target recognition) che consentono l’identificazione ognitempo a distanze teoricamente superiori. Ma non sempre l’”aspetto” del bersaglio lo consente e la positiva identificazione di un MiG-29 potrebbe portare all’abbattimento, per errore, di un caccia alleato (i MiG-29 ungheresi per esempio). Da qui l’importanza degli AWACS in grado di seguire i potenziali bersagli fin dal momento del decollo. Eppure nel 1994 due caccia F-15 diretti proprio da un E-3 hanno abbattuto per errore due UH-60. Un gruppo di velivoli in formazione serrata o apparsi improvvisamente oltre una catena montuosa o impegnati in un duello a distanza ravvicinata può porre problemi notevoli di identificazione ed obbligare all’uso delle armi a corto raggio. La possibilità di “fuoco amico” è sempre presente.
  13. La bomba Zar aveva una potenza nominale di 50 Mt. In teoria il raggio della "sfera di fuoco" per un ordigno del genere è di 2500 metri. Esplodendo a 4000 metri la bomba non avrebbe potuto creare un cratere "lunare". Però nel punto zero la sovrappressione ha raggiunto i 300 PSI (circa 21 atmosfere) "spianando" letteralmente il terreno in un'area circolare di dimensioni notevoli. Some time after the explosion, photographs were taken of ground zero. "The ground surface of the island has been levelled, swept and licked so that it looks like a skating rink," a witness reported. "The same goes for rocks. The snow has melted and their sides and edges are shiny. There is not a trace of unevenness in the ground.... Everything in this area has been swept clean, scoured, melted and blown away. Oggi, nel punto zero, dovrebbe esserci un laghetto...
  14. Appena troverò un po' di tempo vedrò di scrivere un articolo sugli effetti delle armi nucleari e termonucleari... Vediamo intanto come stanno le cose. Un singolo ordigno di 10 Mt, lo avete già detto, non potrebbe cancellare certo un continente. Ma neppure numerosi ordigni di potenza complessiva pari a 10 Mt. La potenza, è vero, si "distribuisce" meglio con ordigni più piccoli, così 10 testate da 1 Mt possono provocare danni complessivi superiori. Possiamo allora utilizzare 100 testate da 100 kt per colpire le 100 città principali. I danni saranno enormi, certo, ma l'estensione di alcune megalopoli attuali richiederebbe l'impatto di molti ordigni. Abbassare ulteriormente la potenza alla fine risulterebbe controproducente. In altri termini, per cancellare una superpotenza servono molti più Megaton. Ovvio che si tratti di un discorso relativo: l'economia di una nazione colpita da 100 testate termonucleari risulterebbe compromessa forse per decenni... Per calcolare facilmente gli effetti di armi termonucleari di potenza differente, andate qui: http://www.stardestroyer.net/Empire/Science/Nuke.html E' abbastanza preciso, entro certi limiti minimi e massimi.
  15. L'adozione di schermi antiradar davanti ai motori non è una novità. L'F-18E ne è dotato. Le palette (simili a quelle del compressore) visibili attraverso le prese d'aria non sono quello che sembrano... Se trovo una foto ve la invio.
  16. Sembra che il B-58 abbia sperimentato altre due combinazioni convenzionali, oltre a quelle già riportate. Un massimo di 16 ordigni Mk84 da 2000 libbre nominali per un totale di oltre 14500 kg o 24 ordigni Mk83 da 1000 libbre. Configurazioni che non consentivano l'aggancio del TCP. L'autonomia, già ridotta del 10% nel caso di trasporto di 4 bombe termonucleari Mk43, era così ulteriormente penalizzata.
  17. Gian Vito

    Mauser 27mm

    Presumibilmente tungsteno. http://www.rheinmetall-defence.com/index.php?fid=5117&lang=3
  18. Ho l'’impressione che questa storia dei 12,6 G di carico limite di rottura sia frutto di un fraintendimento. In rete esistono due versioni differenti. La prima versione sostiene che lo Zero potesse sostenere 7G con un limite di sicurezza di 1,8 che viene interpretato come 7x1,8=12,6G. La seconda versione dice invece che 1,8 erano i G di sicurezza oltre i 7G standard. Quindi 7+1,8=8,8G. Molto più credibile. Sulla pubblicazione della Delta editrice “"Zero"”(I grandi aerei storici) è riportato:…"...riducendo il massimo numero di G a +7, nonché il fattore di sicurezza a solo 1,8..."…” Faccio notare che, in genere, il fattore di sicurezza si aggira su un 50% in più, 80% è esagerato ! Per il suo peso era un risultato eccellente, ma lo Zero non aveva certo la struttura di un P-40 o di un P-51.
  19. Non è del tutto esatto: An adapted version of the nuclear armed Nike Zeus was used for an ASAT from 1962. Codenamed Mudflap, the missile was designated DM-15S and a single missile was deployed at the Kwajalein atoll until 1966 when the project was ended in favour of the USAF Thor-based Program 437 ASAT which was operational until 6 March 1975. (Da Wikipedia)
  20. Questo accadeva, negli A6M2, a causa della velocità limite di soli 600 km/h. Un valore che non ha a che vedere col carico massimo di G sopportabile dal velivolo (+7G e -3,5G). Oltrepassata la suddetta velocità, a un angolo di picchiata di 60°, iniziava la deformazione del rivestimento alare e poi, in caso di picchiata prolungata, la perdita delle estremità alari. Ma già l’A6M3 arrivava ai 670km/h in picchiata e gli ultimi A6M5 toccavano i 740km/h. Dopo ulteriori irrobustimenti strutturali in coda, è stata in seguito realizzata la variante A6M7 sviluppata apposta per l’attacco in picchiata! Ovviamente tutto questo ha valore finchè la struttura rimane integra. L’impatto di numerosi proiettili non è contemplato. Nel caso dello Zero poi, anche sforzi di manovra prolungati tendevano a ridurre lentamente il carico massimo teorico sopportabile. E’ vero che lo Zero aveva, come molti aerei giapponesi, la sgradevole tendenza ad infiammarsi. E’ vero anche (lo si può leggere nel libro “Samurai!” di Saburo Sakai) che moltissimi Zero rientravano alla base benché danneggiati. Ci si dimentica infine che le corazzature, i serbatoi autostagnanti, il blindovetro erano tutt’altro che diffusi ad inizio guerra e che elevatissime velocità in picchiata (anche oltre 800 km/) sono state raggiunte solo in un secondo tempo dai vari Tempest, P-47, P-51 e così via. La possibilità di perdere le ali o la coda in caso di sforzi eccessivi accomunava lo Zero a due altri velivoli su cui nessuno ha mai osato dire nulla: lo Spitfire I/II ed il Me-109E. Semplicemente ci si aspettava che il pilota fosse in grado di “capire” fino a che punto “tirare” l’aereo. Era fin troppo facile iniziare una picchiata ad alta quota e superare la velocità massima consentita, obbligando il pilota ad una “ripresa” impossibile o a superare il limite strutturale…
  21. Quasi quasi ci ritorno... http://www.repulonap.hu/airshow/rovatok/en/
  22. Il TRR (Target Ranging Radar) era affiancato al TTR in funzione antidisturbo. Il suo compito era la neutralizzazione dei disturbi elettronici intenzionali. Era anch’esso ad impulsi ma, a differenza del TTR, era dotato di due trasmettitori e tre ricevitori. Si poteva selezionare velocemente uno dei due trasmettitori e variare la frequenza di lavoro. I ricevitori indicavano tutti i valori di frequenza. L’operatore, una volta individuata la frequenza non disturbata, inseriva la trasmittente sul canale relativo. L’operazione poteva avvenire anche automaticamente.
  23. E’ un paragone impossibile. L’intercettore offre una flessibilità d’impiego che manca del tutto al missile contraereo. Che, per quanto avanzato, difende un’area limitata, non può identificare visivamente un bersaglio sospetto nè accompagnare un aereo in difficoltà. E manifesta una sgradevole tendenza al “fuoco amico”. I sistemi radar associati non sono in grado di vedere oltre l’orizzonte, data la curvatura terrestre, e neppure dietro una catena montuosa. Se alcune batterie di missili possono risultare sufficienti per difendere un paese come la Svizzera, neppure lo spiegamento di 10000 missili antiaerei era in grado di coprire l’intero territorio dell’Unione Sovietica. Persino l’economicità della soluzione “tutto missili” è discutibile: i sistemi più avanzati costano parecchi milioni di $ a fronte di una probabilità di successo tutta da dimostrare. Invece uno stormo di intercettori è in grado di controllare migliaia di km quadrati molto velocemente e con maggiore efficacia. L’intercettore può seguire i bersagli nemici per centinaia di km, il pilota a bordo è in grado di fornire un quadro della situazione ben diverso, non si lascia fermare da eventuali ECM, può selezionare l’armamento adatto in base alle circostanze (evitando le esche o usando il cannone contro bersagli facili o per sparare raffiche di “avvertimento”). Insomma c’è un abisso…E questo lo sanno bene i piloti dei bombardieri e degli aerei da interdizione. Che possono attaccare le batterie contraeree scegliendo a loro piacimento il luogo, la rotta e il momento dell’attacco ed il tipo di ECM o missile antiradar adatti allo scopo. Ma che vedono nell’intercettore nemico una minaccia in grado di attaccare da direzioni inaspettate, senza preavviso, capace di seguirti anche a fine missione, di aspettarti “al varco”, magari in silenzio radio/radar. Una minaccia imprevedibile. In passato si sono creati sistemi come il Bomarc, l’Hercules o l’SA-5, tutti apparentemente in grado di soppiantare i vari intercettori, cosa rivelatasi falsa. Poi sono apparsi i Patriote e gli SA-10 e nulla è cambiato. Non cambierà nulla neppure in futuro. Perchè questi sistemi sono complementari e non alternativi. Hanno il loro campo d’azione, al di fuori del quale perdono di efficacia.
  24. La tecnologia richiesta era alla portata di diversi paesi, Russia compresa. La prova risiede proprio nelle capacità del radar Zaslon a scansione elettronica. E l’R-33 era già dotato di processore digitale. Che il missile fosse in grado di attaccare bersagli a quota inferiore è stato confermato dalle registrazioni di un satellite spia americano nel 1978. Il fatto che il ricevitore sul missile sia anch’esso in movimento non rende il problema insolubile. Perché il terreno rimane fisso, rispetto al missile e al suo bersaglio. Le variazioni di fase ed ampiezza dei segnali ricevuti (costanti in caso di bersaglio fisso) permettono di risolvere eventuali “ambiguità”. Naturalmente restano delle zone d’ombra. Determinate combinazioni di quota, rotta e velocità del bersaglio possono provocare lo sganciamento. Ma un radar a scansione elettronica è meno soggetto a problemi di questo tipo. http://www.alphalpha.org/radar/intro_i.htm...fetto%20Doppler A proposito del Blackbird: occorre chiarire una cosa. Quando si parla di migliaia di lanci di missili contro gli SR-71, si dice una inesattezza. In realtà vi sono state migliaia di “segnalazioni” di “aggancio” dai sensori RWR. I Blackbird sono stati agganciati moltissime volte ma non sempre ne è seguito il lancio di un missile. I lanci reali sono stati sicuramente centinaia, non sempre però l’equipaggio ha potuto verificare visivamente o elettronicamente la presenza del missile in volo. E il fatto che l’R-33 fosse operativo non implica che sia stato lanciato contro gli SR-71. Non vi era alcun motivo per farlo. I lanci reali di missili contro i Blackbird sono avvenuti solo in occasione di guerre e sconfinamenti. E con l’arrivo dei MiG-31 gli Stati Uniti hanno evitato accuratamente di inviare velivoli troppo vicino al confine. Gli SR-71 non avevano comunque bisogno di sconfinare per osservare in profondità il territorio sovietico.
  25. "The exact performance of the current F-35A configuration—also known as the 240-4—are classified. But a similar earlier standard (240-3) was credited with a maximum speed of Mach 1.67; acceleration from Mach 0.8 to Mach 1.2 at 30,000 ft. in 61 sec.; a top turning speed of 370 kt. at 9g and 15,000 ft.; and a sustained turn capability of 4.95g at Mach 0.8 and 15,000 ft." Questo dimostra che i dati divulgati sulle prestazioni dei prototipi possono rispecchiare solo in parte quelli della versione definitiva. Se un F-35 dovesse richiedere 61 secondi per passare da 0,8 a 1,2 Mach, non si potrebbe certamente paragonare ad un F-22, ad un F-16C50 o magari ad un Typhoon. Anche le capacità di manovra risulterebbero discutibili. A 370 nodi (0,6 Mach) e 9G il velivolo arriverebbe a 27°/secondo in virata istantanea, una prestazione di agilità notevole. Ma le capacità sostenute sarebbero desolanti: 5G a Mach 0,8 (500 nodi) fanno solo 10°/secondo. E’ chiaro che i conti non tornano. Attendiamo dati più sicuri, è ancora presto per esprimere un giudizio definitivo. Ci vorranno ancora diversi anni per raggiungere la piena operatività e con le prime esercitazioni non vi è dubbio che le qualità del velivolo convinceranno i più scettici. E versioni sempre più spinte del motore potranno presto mettere a tacere diverse critiche e garantire, perché no, anche una certa “supercruise”. I sistemi antiaerei russi più recenti sono letali e difficilmente disturbabili, persino i Prowler non sono più in grado di garantire protezione a lungo raggio dalla minaccia. Ma neppure i sistemi russi sono invulnerabili: si sostiene che un F-22 a 1,5 Mach e 15000 metri di quota sia in grado di colpire per primo e defilarsi in tempo e, in ogni caso, la presenza di sistemi difensivi a corto raggio a protezione delle suddette installazioni dimostra che dei punti deboli sono presenti. E le stesse prestazioni “"dichiarate"” contro bersagli di pochi centimetri quadrati andrebbero verificate. La “schermatura” elettronica di un velivolo “stealth” non richiede elevate potenze perché la traccia è molto debole. Prima che i radar siano in grado di agganciare un F-35 protetto da ECM, quest'’ultimo potrebbe aver già eseguito la missione...…
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